Cattura e detenzione di cardellini

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Il caso

Un uomo di oltre settant’anni deteneva presso la propria abitazione 14 esemplari di cardellini.

Gli esemplari, appartenenti ad una specie a rischio di estinzione, erano tenuti in condizioni “incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze” e a conferma di ciò la polizia giudiziaria rinveniva nell’abitazione anche un cardellino legato.

L’uomo viene accusato dal Tribunale di Napoli

  • di detenzione di esemplari di specie animali protette;
  • di maltrattamenti ai danni degli animali viste le condizioni “incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze” in cui erano tenuti;
  • per aver effettuato attività di uccellagione “mediante l’utilizzo sia di impianti di reti fisse e ribaltabili, sia di trappole”.

Il GIP del Tribunale di Napoli condanna l’uomo al pagamento di 2000 euro di ammenda.

Il difensore dell’ l’uomo propone ricorso per cassazione lamentando: 

  • l’assenza di prove attestanti le condizioni di sofferenza degli animali;
  • la mancata considerazione del comportamento collaborativo dell’uomo all’atto dell’accesso della polizia giudiziaria presso la sua abitazione;
  • l’assenza di precedenti condanne.  

Secondo la Suprema Corte per contestare l’accusa di maltrattamenti non è sufficiente evidenziare che non siano state rilevate “mancanza di cibo o acqua, ventilazione o luce, né un eccesso di animali in ciascuna gabbia”. La presenza di un cardellino legato “con imbracatura alle ali e al collo” utilizzato probabilmente come richiamo vivo conferma la responsabilità penale dell’uomo per il reato di maltrattamento e per il reato di uccellagione (visto anche il ritrovamento di trappole e di reti fisse e ribaltabili).

Il ricorso risulta fondato “limitatamente ai punti relativi alla riconoscibilità delle circostanze attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena”.

Con la sentenza n. 7148/21 del 24 febbraio la Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile nel resto e dichiara “l’irrevocabilità dell’affermazione di responsabilità dell’imputato in ordine ai reati ascritti”.