Danno da violazione del diritto alla riservatezza, risarcita donna di Cosenza

  • Categoria dell'articolo:Risarcimento Danni
  • Tempo di lettura:1 minuti di lettura

Una donna ha richiesto il rimborso spese per prestazione sanitarie volte al concepimento medicalmente assistito alla Direzione del D.S. Cosenza / Savuto e l’istanza viene accolta. Tutto bene sin qui, ma il danno maggiore si verifica quando la delibera di accoglimento della richiesta della donna viene pubblicata sull’Albo Pretorio online dell’ASP di Cosenza, rendendo pubblici, secondo la prospettazione della signora, dati sensibili riguardanti la sua persona, le sue patologie e i trattamenti eseguiti, nonché le coordinate bancarie per l’accredito del rimborso. Lamentando la violazione dell’art. 2 della Costituzione, dell’art. 8 della CEDU e dell’art. 4 del Codice Privacy, la donna agisce nei confronti dell’ASP di Cosenza per ottenere la condanna di quest’ultima al risarcimento dei danni, patrimoniali e non, quantificati in 150mila euro. Analoga domanda risarcitoria – per titolo e per ammontare – viene proposta da Caio, marito di Tizia.  Il Tribunale di Cosenza accoglie solo in minima misura le richieste dei coniugi, riconoscendo loro un risarcimento del danno solo nella misura di 10mila.