Come vanno ripartite le spese straordinarie per i figli: la risposta della Cassazione

Sulla base del principio codicistico per cui le decisioni di “maggior interesse” per i figli debbono essere assunte di “comune accordo” tra i genitori, uno dei criteri fondamentali seguiti dalla giurisprudenza in materia di spese straordinarie è la loro preventiva concertazione tra i coniugi, al fine  di evitare i conflitti nascenti di fronte alle richieste di rimborso sostenute da uno dei due per gli esborsi non decisi concordemente, ma in maniera unilaterale.
Di regola, quindi, fatta eccezione per le spese mediche indifferibili ed urgenti che possono essere sostenute in assenza di comune accordo dando comunque titolo a conseguire il rimborso pro quota, per le altre spese straordinarie, inerenti questioni di maggiore interesse per i figli, il coniuge che ne chieda il rimborso, al fine dell’accoglimento della domanda, ha l’onere di fornire la prova di aver provveduto a consultare preventivamente l’altro: l’assenza di qualsiasi consultazione, invero, esclude il rimborso (come, ad esempio, nel caso del pagamento della retta di una scuola privata, la cui frequentazione sia stata decisa unilateralmente da uno solo dei coniugi, ovvero dell’acquisto di un apparecchio ortodontico che, trattandosi di spesa programmabile, necessita di essere concordata).
Occorre tuttavia precisare che quando le spese non sono concordate dagli ex coniugi è necessario l’intervento del giudice. Cosa deve tenere in considerazione il giudice? La risposta l’ha fornita la Corte di cassazione con la sentenza n. 21726 del 2018, stabilendo che il giudicante deve verificare che le spese straordinarie contestate rispondano all’interesse del minore. Già con la sentenza n. 16175 del 2015, ripresa in seguito dalla sentenza n. 4753 del 2017, i Giudici di legittimità avevano affermato che non è configurabile a carico del coniuge affidatario o collocatario un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro in ordine alla determinazione delle spese straordinarie. Conseguentemente se le spese straordinarie concordate attribuiscono diritto al rimborso, nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, si dovrà verificare in sede giudiziale la rispondenza delle spese all’interesse del minore mediante la valutazione, della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità per il minore e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori.

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