Chi ha acquistato la prima abitazione negli ultimi anni avvalendosi dell’esenzione per i giovani sotto i 36 anni è invitato a conservare la documentazione relativa al periodo in questione. L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova fase di controlli su tali operazioni, in parallelo con le verifiche sui bonus edilizi concessi a professionisti e titolari di partita IVA.
L’art. 64 del decreto Sostegni bis (d.l. n. 73/2021) ha introdotto l’azzeramento del carico fiscale per l’acquisto della prima abitazione da parte di soggetti di età inferiore ai 36 anni, a condizione che l’indicatore ISEE non superi i 40.000 euro e che l’immobile sia destinato a residenza principale. In presenza di tali requisiti, lo Stato ha esentato dall’imposta di registro, dalle imposte ipotecaria e catastale e dall’imposta sostitutiva sui finanziamenti connessi all’acquisto. Il quadro è completato dalla garanzia pubblica Consap, che copre fino all’80% del mutuo e che, a differenza dell’agevolazione fiscale, rimane tuttora operativa. L’adozione della misura è stata significativa: secondo i dati del Consiglio Nazionale del Notariato, nel quadriennio 2021-2024 sono stati stipulati circa 700.000 mutui agevolati per acquirenti under 36.
Nella sua formulazione originaria, la disciplina si applicava alle compravendite concluse tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023. Una successiva proroga ha esteso il beneficio ai contratti definitivi stipulati entro il 31 dicembre 2024, con la condizione che il compromesso fosse stato sottoscritto e trascritto entro la fine del 2023. Rientrano nell’ambito dei controlli anche gli acquisti conclusi tra il 1° gennaio e il 29 febbraio 2024: in tale periodo molti contribuenti, pur avendo diritto alla misura, hanno corrisposto integralmente le imposte, maturando successivamente un credito d’imposta pari alle somme eccedenti. Su tali posizioni gli uffici stanno incrociando i redditi e i patrimoni effettivi con i dati dichiarati nell’ISEE, verificando inoltre l’effettiva destinazione dell’immobile a residenza principale.
Parallelamente, l’attività ispettiva dell’Agenzia delle Entrate riguarda il settore dei bonus edilizi, che ha comportato un rilevante impiego di risorse pubbliche. L’attenzione è rivolta in particolare ai lavoratori autonomi e ai professionisti tecnici, indicati dal Ministero dell’Economia come categoria prioritaria sin dai primi mesi del 2026. Sono oggetto di analisi i visti di conformità rilasciati dai tecnici per l’attribuzione dei crediti d’imposta, le comunicazioni CILA e SCIA relative agli interventi di manutenzione straordinaria e le istanze catastali concernenti gli immobili e i terreni interessati dai lavori. Attraverso l’incrocio tra fatture, attestazioni tecniche e flussi bancari effettivi, l’Amministrazione intende individuare cantieri sovradimensionati o mai avviati, alla base di crediti fiscali privi di reale fondatezza.
