Responsabilità genitoriale: padre negli USA e madre in Italia

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Il caso

Una donna trasferitasi in Italia con la figlia chiedeva al Tribunale per i minorenni di Firenze che le venisse attribuita la piena responsabilità genitoriale sulla minore e che fosse dichiarata la sospensione della padre dell’esercizio della stessa. 

Il Tribunale dichiarava non luogo a provvedere per difetto di giurisdizione.

La signora proponeva allora reclamo alla Corte d’Appello di Firenze che contrariamente a quanto affermato dal Tribunale dichiarava la giurisdizione del giudice italiano rimettendo le parti dinanzi al primo giudice.

Secondo la Corte infatti alla data di presentazione del ricorso si era ormai conclusa la fase processuale dinanzi alla Corte californiana e la proposizione di un nuovo ricorso da parte del padre non era idonea ad integrare la litispendenza. 

La minore inoltre aveva una doppia cittadinanza e una stabile residenza in Italia con la madre. 

Avverso questo provvedimento il padre proponeva “ricorso per regolamento di giurisdizione” alla Corte di Cassazione.

I Giudici di terzo grado ricordano che il regolamento preventivo di giurisdizione è “ammissibile relativamente alla sussistenza o meno della giurisdizione italiana, senza che vi osti la circostanza che l’art. 37 c.p.c. – così come modificato dalla L. n. 218 del 1995, art. 73 – menzioni il difetto di giurisdizione del giudice nei soli confronti della p.a. o dei giudici speciali”.

Secondo la Suprema Corte il regolamento è, però, inammissibile perché proposto avverso una decisione della Corte d’Appello e perciò al di fuori dei casi previsti dall’art. 41 c.p.c. (“finché la causa non sia decisa nel merito in primo grado”). 

Il Collegio afferma come noto che (a partire da SU n. 2466 del 1996) il disposto della prima parte dell’art. 41 c.p.c. deve essere interpretato nel senso che “qualsiasi decisione emanata dal giudice presso il quale il processo è radicato ha efficacia preclusive del regolamento preventivo di giurisdizione; di conseguenza, il regolamento non è proponibile dopo che il giudice del merito abbia emesso una sentenza, anche soltanto limitata alla giurisdizione o ad altra questione processuale, atteso che la risoluzione della questione di giurisdizione può essere rimessa al giudice processualmente sovraordinato, secondo l’ordinario svolgimento del processo. Nella specie, il regolamento è proposto per insorgere contro un provvedimento decisorio emesso dalla Corte fiorentina in sede di reclamo, dunque è inammissibile”.

L’istanza di regolamento è convertibile in ricorso straordinario per cassazione, “sussistendone i presupposti (Cass. SU n. 14952 del 2007), in quanto proposto tempestivamente e diretto verso provvedimenti del giudice minorile in materia de potestate”.

I Giudici affermano che l’istanza del padre della minore, diretta a fare dichiarare l’insussistenza della giurisdizione del giudice italiano, è infondata “alla luce del principio secondo cui, in tema di giurisdizione sui provvedimenti de potestate, al fine di stabilire la competenza giurisdizionale, occorre dare rilievo, per principio generale, al criterio della residenza abituale del minore al momento della domanda, intendendo come tale il luogo del concreto e continuativo svolgimento della vita persona”.

Con la sentenza n. 10243/21 del 19 aprile la Corte di Cassazione rigetta il ricorso, dichiara la giurisdizione del giudice italiano e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.