Tossicodipendente vende hashish ad un minorenne: negate attenuanti generiche

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Il caso

Un uomo veniva beccato a vendere 0,89 g di hashish ad un minorenne.

Avendo egli detenuto illecitamente anche 1,31 g di hashish veniva condannato dal tribunale di Firenze e dalla Corte d’Appello di Firenze a un anno di reclusione e al pagamento di 1500 € di multa.

Il legale dell’uomo proponeva ricorso per cassazione. Con l’obiettivo di ottenere una riduzione della pena il difensore sottolineava che il suo cliente “è tossicodipendente, vive ai margini della società ed è aiutato solo da alcuni volontari”.

Secondo il legale la “pena detentiva di un anno” era eccessiva, considerati soprattutto “i motivi a delinquere e la condizione sociale dell’uomo”.

La Suprema Corte ritiene legittimo “il diniego delle circostanze attenuanti generiche” e conferma la pena fissata dai Giudici d’Appello.

Dal Palazzaccio ribadiscono che “non può non tenersi conto dei numerosi precedenti penali” a carico del ricorrente, né si può ignorare che “egli era stato arrestato per un altro episodio di spaccio pochi giorni prima, nello stesso luogo” e che il reato oggetto di questo processo era stato commesso “mentre era sottoposto al divieto di dimora”.

Si osserva che l’uomo “aveva dimostrato noncuranza per le regole da applicarsi, circostanza che pesava più della modestissima quantità di stupefacente in gioco”. 

A tali osservazioni “la Corte territoriale ha aggiunto che la cessione a minorenne non poteva considerarsi di minima offensività”.

I Giudici ritengono che “lo stato di tossicodipendenza e marginalità è stato motivatamente considerato recessivo nel quadro complessivo della valutazione di tutte le circostanze”.

Con la sentenza n. 11198/21 del 24 marzo la Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali