Stalking: sono utilizzabili le registrazioni effettuate nei luoghi condominiali comuni

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Il caso

Il Tribunale di Viterbo applicava come misura cautelare ad un uomo indagato per atti persecutori il divieto di avvicinamento alla persona offesa.

La persona offesa aveva prodotto in giudizio dei video e degli audio registrati di nascosto in parti comuni condominiali, nel locale bagno e nelle parti comuni dello studio del quale era contitolare con l’uomo indagato.

Il difensore dell’uomo proponeva allora ricorso per cassazione ritenendo tali prove inutilizzabili.

La Suprema Corte osserva che nel compendio indiziario lo stesso ricorrente aveva richiamato l’esistenza di video registrazioni effettuate negli spazi comuni del condominio.

La giurisprudenza di legittimità ha affermato che tali registrazioni pur non essendo effettuate dalla polizia giudiziaria ma da privati per la sorveglianza delle parti comuni non possono essere considerate prove illegittimamente acquisite.

Le registrazioni prodotte nelle aree comuni condominiali non ricadono quindi nella sanzione processuale dell’inutilizzabilità e di conseguenza l’utilizzo di altri video e audio non è oggetto di specifica deduzione.

Con la sentenza n. 32544/20 del 19 novembre la Cassazione ritiene il ricorso inammissibile.