I messaggi Whatsapp trascritti in word non hanno valore probatorio

  • Categoria dell'articolo:Diritto Civile
  • Tempo di lettura:2 minuti di lettura

Nell’ambito di una controversia relativa ad un inadempimento contrattuale, è stata sollevata la questione relativa alla portata probatoria di conversazioni Whatsapp e sms scambiate tra le parti.

Il Tribunale ha ritenuto fondata la richiesta attorea volta all’ottenimento del pagamento per la merce fornita, osservando che «dall’esame dei documenti in atti (corrispondenza fra le parti a mezzo e-mail) e delle risultanze dell’istruttoria condotta, emerge prova della sussistenza del rapporto contrattuale in essere tra le parti e dell’effettiva esecuzione delle prestazioni professionali ma non risulta la prova della corretta esecuzione»

Dall’altra parte, le prove fornite dalla società convenuta non sono sufficienti a dimostrare la corretta esecuzione della propria obbligazione. A sostegno dell’adempimento, la convenuta ha infatti prodotto in giudizio le trascrizioni delle chat Whatsapp interscambiate sul punto il Giudice ha ritenuto che «detti documenti non sono validi ai fini della decisione ed infatti i documenti in formato “word” che riportano delle asserite conversazioni su Whatsapp intercorse non sono validi ai fini della sentenza.