Contributi scolastici negati alle famiglie residenti ma senza cittadinanza italiana: Comune condannato per discriminazione

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Comune condannato per discriminazione se lega alla presenza di almeno un genitore avente cittadinanza italiana l’esenzione dal pagamento del previsto contributo per la refezione nelle scuole e per il trasporto scolastico. Con una delibera della giunta comunale, nell’agosto del 2022, veniva determinato «il contributo per utente, relativo al miglioramento del servizio ‘trasporto scuolabus’ e per la refezione scolastica, per l’anno 2022, prevedendo l’esenzione, per l’anno scolastico 2022/23 in favore delle famiglie residenti nel Comune, i cui figli risultano iscritti presso le scuole presenti sul territorio comunale, e in cui almeno uno dei due genitori ha la cittadinanza italiana o di uno dei Paesi dell’Unione Europea e che sono in regola con i tributi comunali». Di conseguenza, «i genitori di un minore con cittadinanza extra Unione Europea sono stati tenuti al pagamento della quota prevista dalla delibera, pur trovandosi in condizioni economiche estremamente disagiate, mentre per un minore di cittadinanza europea o italiana la famiglia è stata esentata integralmente dal pagamento del contributo, anche vertendo in condizioni economiche agiate».  La battaglia legale è stata vinta da due associazioni. L’ente locale dovrà provvedere alla restituzione delle somme ad esso versate a titolo di trasporto scolastico e refezione scolastica dalle famiglie escluse dalla possibile esenzione in ragione dell’assenza del requisito della cittadinanza.