Giudice di Pace di Frosinone annulla le multe emesse durante la quarantena

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Il Giudice di Pace di Frosinone con sentenza n. 516/2020, depositata il 29 luglio 2020, annullando un verbale elevato dalla Polizia Stradale di Frosinone l’11 aprile 2020, taccia di illegittimità costituzionale la Delibera del C.d.M del 31.01.2020 con la quale è stato dichiarato lo stato di emergenza e di conseguenza di tutti gli atti amministrativi successivi, come anche il DPCM 09.03.2020 oggetto del verbale opposto.

Più nel dettaglio, l’autorità giudiziaria ha accolto il ricorso oggetto della sentenza in commento, specificando che lo stato di emergenza può essere dichiarato dal solo al verificarsi o nell’imminenza di calamità naturali o eventi connessi all’attività dell’uomo in Italia (cfr. art. 7, comma 1, lettera c e dell’art. 24, comma 1, del D.lgs. n. 1 del 2018). Appare evidente, quindi, dalla lettura delle norme, che tali circostanze non fanno alcun riferimento a situazioni di tipo sanitario, come invece è stato  l’oggetto del caso di specie. A ciò deve aggiungersi che la Costituzione attribuisce al Governo poteri normativi peculiari solo per dichiarare lo stato di guerra ex artt. 78 e 87 Cost.

In ogni caso – rileva il Giudice di Frosinone – il DPCM del 09.03.2020 ha stabilito un generale divieto di spostamento al di fuori della propria abitazione che – come noto – consiste in una in una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata solo dal Giudice di Pace penale per alcuni reati. Ne deriva che nel nostro ordinamento neppure una legge (quinsi sicuramente non un DPCM) può imporre l’obbligo di permanenza domiciliare direttamente irrogato dal legislatore anzichè dall’autorità giudiziaria con atto motivato, senza violare l’art. 13 Cost.

Alla luce delle considerazione svolte, il GdP di Frosinone ha ritenuto illegittimo il DPCM sopra menzionato ed ha accolto il ricorso e per l’effetto annullato l’atto opposto.