E’ preclusa la legittimazione ad agire a chi non sigla accordi nazionali

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Consiglio di Stato, sentenza n. 1437 del 11.03.2010

Il Consiglio di Stato ocn la decisione in esame ha precisato che la Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero, istituita con legge n. 146 del 1990, è dotata del potere di intervenire, in maniera sostitutiva e temporanea, in caso di inerzia dell’autonomia collettiva ovvero in caso di inadeguatezza dei risultati raggiunti contrattualmente. Un siffatto potere, in quanto non ancorato ad altri presupposti, può essere riesercitato in base ad una valutazione discrezionale di opportunità senza particolari vincoli derivanti dal primo atto di esercizio del potere sostitutivo, purchè sia chiaro che non sussistano profili di irragionevolezza ed illogicità delle scelte operate. Ciò che occorre, pertanto, è una situazione inerziale, la sua permanenza e l’esistenza di un interesse pubblico concreto a provvedere, conforme a quello canonizzato dal disposto normativo di cui all’art. 13, della legge n. 146 del 1990.

Corte di Cassazione, sentenza n. 5209 del 04.03.2010

La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che le associazioni sindacali sono legittimate ex articolo 28 dello Statuto dei lavoratori a far reprimere la condotta antisindacale dell’imprenditore solo se hanno sottoscritto accordi o contratti a livello nazionale. Secondo la Corte la legittimazione in giudizio è legata al concreto riscontro di un’attività sindacale di carattere nazionale la cui espressione tipica è costituita dalla stipula di un contratto collettivo valido su tutto il territorio. Non può infatti avere rilievo, prosegue il collegio, il mero dato formale delle risultanze dello statuto dell’associazione, che di per sè rappresentativo solo di un obiettivo prefigurato o di un’autoqualificazione del sindacato.