Insegnante condannata a tre mesi di reclusione per abuso dei mezzi di correzione

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Il caso

Un’insegnante di una scuola superiore è finita sotto processo per aver tenuto in classe una condotta inaccettabile nei confronti di alcuni studenti. 

La donna, in qualità di professoressa, si era rivolta agli adolescenti con epiteti ingiuriosi (“deficie**e”, “tro*a”, “troverai un m*na a cui fregherai i soldi”, “sper*a marcio”, “marciume”, “cagn*”, “lei sarà una fallita e si farà mantenere da un pirl* cui darà il cul*”), aveva mostrato loro il dito medio, li aveva spintonati e colpiti con libri o registri.

Le testimonianze dei ragazzi venivano validate dalle deposizioni attendibili di alcuni genitori e del dirigente scolastico che aveva già provveduto ad assegnare all’insegnante una duplice sanzione disciplinare a seguito di varie segnalazioni.

La Corte d’Appello di Venezia, riformando parzialmente la sentenza del Tribunale di Padova, condannava la docente a tre mesi di reclusione per il reato di abuso dei mezzi di correzione.

Il comportamento della donna ha infatti «leso la dignità degli studenti» e ha generato i presupposti per «una malattia nei loro corpi e nelle loro menti» 

Avverso tale sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore dell’imputata.

La Suprema Corte ritiene legittima la valutazione compiuta in merito alla documentazione acquisita e conferma la condanna della donna.

Fondamentali “le deposizioni del dirigente dell’istituto (che riferiva circa le numerose segnalazioni orali e scritte, provenienti da genitori e alunni, e in ordine al procedimento e alla duplice sanzione disciplinare inflitta alla docente), di tre studenti, di due genitori”.

 L’insegnante con la sua condotta non professionale aveva determinato “un concreto pericolo per la salute mentale e fisica dei giovani alunni, adolescenti e perciò ancora tendenzialmente fragili sotto l’aspetto psichico”.

Con la sentenza n. 7011/21 del 22 febbraio la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condanna la professoressa al pagamento delle spese processuali.