Marito dispotico: separazione con addebito

Di fronte alla condotta violenta di uno dei coniugi nei confronti dell’altro, il giudice deve pronunciare l’addebito della separazione a carico di questi, senza procedere ad alcuna comparazione con il comportamento dell’altro. Questo è quanto chiarito dalla Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 31901 del 2018, accogliendo il ricorso di una donna che aveva subito ripetutamente comportamenti violenti dal marito. 

I giudici di merito e la Corte distrettuale avevano respinto la richiesta d’addebito proposta dalla moglie, asserendo congiuntamente che la condotta aggressiva dell’uomo era conseguenza dell’ostinato comportamento della moglie, contraria all’adozione da parte del marito del figlio naturale. La corte d’ Appello ha ritenuto che la donna era venuta meno ai suoi doveri coniugali e aveva significamene contribuito all’ intollerabilità della convivenza.

Gli Ermellini, invece, hanno ribaltato le anzidette statuizioni, ritenendo di dover accogliere il ricorso della donna in quanto, le reiterate violenze fisiche e morali inflitte da un coniuge all’altro costituiscono violazioni talmente gravi dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, esse sole, non soltanto la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione dell’addebitabilità della separazione all’autore di esse. 

Ai fini dell’adozione delle relative pronunce, osserva il Collegio, il loro accertamento esonera il giudice del merito dal dovere di procedere alla comparazione con il comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze, trattandosi di atti che, i ragione della loro estrema gravità, sono comparabili solo con comportamenti omogenei (cfr. Cass. n. 3925/18; n. 7388/17; n. 4333/16). Invece, la Corte d’Appello ha omesso di considerare l’efficacia causale della condotta violenta del marito sulla crisi coniugale, effettuando un’erronea comparazione tra la condotta attribuita alla ricorrente e quella ascritta al marito, ritenendo che la crisi coniugale fosse stata innescata anche dal comportamento della ex moglie, venuta meno a sua volta ai doveri familiari.

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