I figli possono avere il cognome della madre

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La Consulta ha stabilito che imporre al figlio il cognome del padre, se la madre non è d’accordo, è incostituzionale. La Corte, infatti, ha accolto una questione di legittimità in merito sollevata dalla Corte d’appello di Genova: è possibile dare al figlio il cognome della madre anziché quello del padre, oppure è possibile che gli venga attribuito il cognome di entrambi.

La Camera dei Deputati nel 2014 ha approvato un disegno di legge che sancisce la possibilità di dare ai figli i cognomi di entrambi i genitori. Non si è ancora pronunciato il Senato, nonostante l’Unione europea abbia sollecitato più volte un intervento definitivo sul tema. Se Palazzo Madama dovesse confermare quanto stabilito a Montecitorio, padri e madri sappiano che in caso di contenzioso prevarrà l’ordine alfabetico.

In attesa di un intervento del legislatore, la Corte Costituzionale ha dichiarato quindi illegittima la norma sull’attribuzione automatica del cognome paterno al figlio. L’obbligo del cognome paterno, per quanto sinora intangibile, si desume solo indirettamente dal codice civile (in materia di figli nati fuori dal matrimonio), da un regio decreto del 1939 e da un decreto del presidente della Repubblica del 2000, che determinano l’attribuzione automatica del cognome paterno. Con l’eliminazione di quest’ultimo retaggio di un’epoca patriarcale, cambiano anche le regole in materia di cognome ai figli: le sentenze della Corte Costituzionale, infatti, oltre ad essere retroattive, sono vincolanti per tutti i cittadini italiani e le statuizioni a partire dal giorno successivo alla sua pubblicazione. Pubblicazione che ancora non è avvenuta e che verrà formalizzata in questi giorni con il deposito delle motivazioni.

L’illegittimità del sistema del cognome del padre è legata alla violazione dei seguenti articoli della Costituzione: articolo 2 (diritto all’identità personale), articolo 3 (diritto di uguaglianza e pari dignità sociale dei genitori nei confronti dei figli), articolo 29 (diritto di uguaglianza morale e giuridica dei coniugi), e anche all’articolo 117 della Costituzione in relazione a principi contenuti in convenzioni e risoluzioni internazionali – su tutte quella del 1979 dell’Onu sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne.

Il figlio quindi potrà avere contemporaneamente il cognome del padre e il cognome della madre o anche solo quest’ultimo se i genitori sono d’accordo. E se non sono d’accordo, non essendovi una legge, ma solo una sentenza, è presumibile che il ricorso al giudice imporrà a questo di decidere in base all’interesse del minore.