Data di deposito telematico di un atto

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L’unica data in grado di stabilire la data di deposito effettivo dell’atto giudiziario è quella della generazione della ricevuta di consegna dell’atto in questione e non la data della ricevuta dell’esito dei controlli automatici derivante dal server della cancelleria.

Così si è espressa la Cassazione con l’ordinanza n. 21931/20 depositata il 9 ottobre.

Il caso

La Commissione Territoriale rigettava l’istanza avanzata da un cittadino senegalese finalizzata al riconoscimento della protezione internazionale.

Il Giudice di primo grado rigettava la richiesta dell’interessato il quale proponeva ricorso dinanzi al Tribunale di Venezia.

La Corte d’Appello di Venezia, a seguito di impugnazione, riteneva il tutto inammissibile per tardività  oltre al fatto che esso non era stato posto con ricorso ma con atto di citazione.

Il cittadino senegalese propone ricorso per cassazione e lamenta la violazione dell’art. 16-bis, comma 7, d.l. n.179/2012.

La Suprema Corte accoglie il ricorso ma cassa la decisione impugnata tenendo conto del principio secondo cui “il deposito telematico degli atti processuali si perfeziona quando viene emessa la seconda PEC, ovvero la ricevuta di avvenuta consegna, da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia, come disposto dall’art. 16-bis, comma 7, del d.l. n. 179/2012”.

Gli Ermellini rinviano la causa alla Corte d’Appello.