La Manovra Finanziaria 2026 non prevede un condono edilizio generalizzato. L’approccio, consolidato tra il 2024 e il 2025 e successivamente aggiornato, si caratterizza per una maggiore selettività. L’obiettivo è rendere praticabile la sanatoria degli abusi edilizi formalmente sanabili, con particolare attenzione alle difformità minori, storiche o agli errori che non alterano la sostanza urbanistica dell’immobile.
La finalità principale è la “normalizzazione” del mercato immobiliare: riduzione delle incertezze, chiusura delle pratiche in tempi più brevi e maggiore disponibilità di immobili che possono essere immessi sul mercato senza imprevisti.
In generale, rientrano più agevolmente nel regime di sanatoria:
* Difformità storiche anteriori al 1° settembre 1967, periodo in cui molte costruzioni presentano una documentazione incompleta o standard costruttivi differenti.
* Tolleranze costruttive più ampie e irregolarità minori, quali piccole variazioni rispetto al progetto originario (spostamenti non strutturali, sagome interne, dettagli esecutivi).
* Abusi che risultano conformi alle normative urbanistiche vigenti, ovvero che, valutati con le regole attuali e gli strumenti urbanistici applicabili, possono essere regolarizzati.
Un ulteriore aspetto pratico, di carattere amministrativo, riguarda le sanzioni: le disposizioni tendono a standardizzare gli importi, con una base che può partire da 516 euro nei casi più semplici e raggiungere, per irregolarità di maggiore rilevanza, un intervallo indicativo compreso tra 1.032 e 10.328 euro.
Non rientrano nel perimetro di applicazione della sanatoria:
* Abusi totali, quali edifici realizzati senza permesso o con trasformazioni radicali non riconducibili a semplici difformità.
* Interventi in aree vincolate dove le autorizzazioni non sono ottenibili o dove la disciplina urbanistica vigente impedisce la regolarizzazione.
* Opere non conformi agli strumenti urbanistici, ovvero incompatibili con le destinazioni d’uso, i volumi, gli indici e le regole del territorio.
La Manovra Finanziaria 2026 non introduce una “finestra di opportunità” nel contesto della regolarizzazione edilizia, in quanto mantiene l’impianto normativo della regolarizzazione selettiva, escludendo una sanatoria universale. L’innovazione più rilevante, per i proprietari di immobili con problematiche pregresse parzialmente risolte, consiste nell’estensione dell’accesso ai bonus edilizi anche per immobili oggetto di condono in passato (condoni del 1985, 1994 e 2003), a condizione che le relative pratiche siano state definitivamente concluse e che sia stato rilasciato il titolo in sanatoria. Tale passaggio normativo supera numerose incertezze emerse anche a seguito di interventi giurisprudenziali, tra cui la sentenza della Corte Costituzionale n. 119/2024, frequentemente citata in relazione ai limiti e alle condizioni applicabili.
