MULTA PER ECCESSO DI VELOCITA’ IN DISCUSSIONE: NON BASTA L’ANNOTAZIONE DEGLI AGENTI SULL’AFFIDABILITA’ DELL’AUTOVELOX

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In materia di sanzioni amministrative per violazione del Codice della Strada, il verbale di accertamento deve fornire la prova dell’effettiva taratura ed omologazione dell’autovelox, non potendosi contentare della generica attestazione – apparecchio debitamente omologato e revisionato – messa nero su bianco dagli agenti.

Questo è quanto stabilito dai Giudici della Cassazione con l’ordinanza n. 11776/20.

Nel caso di specie, un automobilista era stato sanzionato per eccesso di velocità grazie all’occhio elettronico dell’autovelox.

A mettere in discussione la solidità del dato fornito è però la mancata prova relativa all’omologazione e taratura dell’apparecchiatura. I Giudici di Legittimità hanno considerato centrato il ricorso in Cassazione proposto dal difensore dell’automobilista, dopo che, sia il Giudice di Pace che il Tribunale avevano sancito la legittimità della contravvenzione.

In particolare, il legale premette che è fondamentale “la taratura periodica per le apparecchiature di rilevazione della velocità” e osserva che, in questo caso, si è riconosciuta rilevanza probatoria alla generica attestazione “debitamente omologata e revisionata” apposta dagli agenti in relazione all’obbligo circa la taratura e l’omologazione dell’autovelox. Invece, “tale attestazione, priva di alcuna indicazione in merito alla omologazione ed alla data della prescritta verifica periodica dell’apparecchiatura” non è sufficiente, sempre secondo il legale, “ai fini dell’affidamento sul regolare funzionamento della strumentazione utilizzata”, e quindi non può porre in capo all’automobilista l’onere di fornire la prova del malfunzionamento dell’apparecchio.

Infatti, secondo le disposizioni del Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti del 13 giugno 2017 n. 282 e in particolare nel relativo Allegato al Capo I, si afferma: “Ogni esemplare dei dispositivi approvati, e ogni sistema installato su tratte di strada da sottoporre a controllo nel caso di velocità media, deve essere sottoposto a verifica iniziale di funzionalità e taratura prima di essere posto in esercizio. Dopo un anno dalla esecuzione della verifica iniziale di taratura, e successivamente con cadenza almeno annuale, su ogni dispositivo o sistema in uso dovranno essere eseguite le verifiche periodiche di funzionalità e di taratura di cui al Capo 2.”

Lo stesso Capo 2, in tema di Verifiche iniziali e periodiche, testualmente recita “Le verifiche iniziali e periodiche di taratura devono essere eseguite con emissioni di certificato di taratura

Dal dettato normativo suesposto, si evince come il generico riferimento a una revisione dell’apparecchio elettronico di rilevazione, contenuto nel verbale con cui è contestato al conducente di aver sforato i limiti di velocità, non è sufficiente se manca ogni cenno alle operazioni di omologazione e taratura volte a verificare che il singolo dispositivo possa fornire indicazioni attendibili e utilizzabili nelle condizioni di normale impiego successivamente alla verifica di taratura.

Le osservazioni proposte dal legale sono ritenute corrette, poiché, spiegano i Giudici della Cassazione, la dicitura che l’apparecchiatura era “debitamente omologata e revisionata” non soddisfa le esigenze di affidabilità dell’omologazione e della taratura che sono state individuate dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 113/15 nella quale si era rilevato come “l’assenza di verifiche periodiche di funzionamento e di taratura è suscettibile di pregiudicare l’affidabilità metrologica a prescindere dalle modalità di impiego delle apparecchiature destinate a rilevare la velocità”.

Proprio alla luce della decisione della Consulta si è stabilito che “tutte le apparecchiature di misurazione della velocità devono essere sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura” e si è chiarito che “in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate”.

Ciò significa che la posizione dell’automobilista dovrà essere nuovamente esaminata in Tribunale, dove i giudici dovranno appurare se siano state effettuate le necessarie verifiche sull’autovelox, non potendo essere sufficiente, in questa ottica, l’annotazione degli agenti.