Sì al B&B nel Condominio anche se il regolamento vieta gli affittacamere

Un condomino viene citato in giudizio dai restanti partecipanti al medesimo per contestargli la violazione del regolamento contrattuale di condominio, in quanto lo stesso nella propria porzione di immobile svolgeva attività di B&B.

Il Tribunale di Roma con sentenza n.14559/2019, pubblicata dalla V sezione, rigetta la domanda poiché infondata.

Alla base del rigetto vi è la differenziazione tra le due strutture recettive: l’affittacamere e il b&b.

La prima è definibile come “la struttura ricettiva composta da non più di sei camere, ubicata in non più di due appartamenti ammobiliati di uno stesso stabile, collegati funzionalmente tra loro”; mentre il secondo è da definirsi come “il servizio offerto da parte di coloro che nell’abitazione hanno residenza e domicilio e mettono a disposizione degli alloggiati delle camere con relativi posti letto”.

Il B&B solitamente non ha carattere professionale, ma rappresenta piuttosto una forma di ospitalità a pagamento. Pertanto, gli ospiti possono essere considerati ospiti del nucleo familiare, con la conseguenza che non è possibile assimilare quantitativamente e qualitativamente l’attività di B&B con quella di affittacamere.

Tale differenziazione è stata cruciale nella risoluzione del caso de quo. In particolare il regolamento condominiale vieta espressamente di destinare ad affittacamere le unità immobiliari facenti parte del Condominio.

Sul considerare, o meno, vietata in base al regolamento contrattuale condominiale, l’attività di bed and breakfast il Tribunale evidenzia che l’interpretazione dei casi che limitano la facoltà di godimento deve essere restrittiva.

Il Tribunale rigetta la domanda avanzata dai condomini e dispone l’integrale compensazione delle spese di lite.

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