Pignoramento: non si dovrà più lasciare subito la casa

Tra le molteplici misure previste dal D.L. n. 135 del 2018  (c.d. D.L. semplificazioni) convertito definitivamente in legge dalla Camera in data 07.02.2019, è stata confermata la riscrittura dell’art. 560 c.p.c.  in materia di pignoramento e di diritto ad abitare la casa pignorata.

In un primo momento, il D.L. semplificazioni aveva previsto semplici modifiche all’art. 560 c.p.c. al fine di introdurre un sistema volto a tutelare gli esecutati che, al contempo, risultavano anche creditori della Pubblica Amministrazione. L’obiettivo era quello di porre le abitazioni di questi al riparo da aggressioni ingiustificate, soprattutto quando alle loro posizioni debitorie si sarebbe potuto porre rimedio. 

Nella sua versione definitiva, invece, la norma ha previsto una totale riscrittura dell’art. 560 c.p.c. e ha esteso la suddetta tutela non solo ai debitori che vantano debiti nei confronti delle P.A., bensì a tutti gli altri debitori. La norma stabilisce, infatti, che il debitore ed i familiari che con lui convivono non perderanno il possesso dell’immobile e delle sue pertinenze sino al decreto di trasferimento. Il debitore dovrà, tuttavia, consentire, in accordo con il custode, che l’immobile sia visitato da potenziali acquirenti. 

In sostanza, quando l’immobile pignorato è abitato dal debitore e dai suoi familiari il giudice non potrà mai disporre il rilascio dello stesso prima della pronuncia del decreto di trasferimento. Il custode nominato avrà il dovere di vigilare affinché il debitore e il nucleo familiare conservino il bene pignorato con la diligenza del buon padre di famiglia e ne mantengano e tutelino l’integrità. Al debitore sarà fatto divieto di dare in locazione l’immobile pignorato se non è autorizzato dal giudice dell’esecuzione.

La liberazione potrà, invece, ordinarsi nei casi in cui sia ostacolato il diritto di visita di potenziali acquirenti, ovvero quando l’immobile non sia adeguatamente tutelato e mantenuto in uno stato di buona conservazione, per colpa o dolo del debitore e dei membri del suo nucleo familiare, nonché quando il debitore viola gli altri obblighi che la legge pone a suo carico.

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