La prosecuzione dell’attività con un’altra società non salva dai debiti fiscali

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Corte di Cassazione, sentenza n. 12965 del 14.06.2011

La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che non è sufficiente il cambio della ragione sociale attraverso la costituzione di una nuova società per sfuggire ai debiti fiscali dell’azienda.
Secondo i giudici di Piazza Cavour, che hanno confermato la sentenza della Corte d’Appello di Brescia, la società esecutata <> che scatta <>. Non solo, ma per la Cassazione, la Corte territoriale aveva correttamente ritenuto che la decorrenza del contratto di locazione da parte della nuova impresa, soltanto tre mesi dopo la cessazione dell’attività da parte della prima società, debitrice dell’imposta, non era sufficiente a vincere la presunzione di legge. Infatti, la norma prevede unicamente che via sia <>. Mentre <> non costituisce <>. Infine, per bloccare il pignoramento dei beni deve essere dimostrato <> che appartenevano ad altri soggetti. Mentre non delle semplici testimonianze, come pure aveva provato a sostenere la società esecutata.