Furto aggravato di un paio di scarpe

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Il caso

Sei anni fa un uomo veniva scoperto in un negozio mentre portava via di nascosto un paio di scarpe nella tracolla.

Egli aveva provato, nascosto le scarpe in questione e rimesso la scatola vuota sullo scaffale d’appartenenza.

I Giudici di merito avevano riconosciuto la sua colpevolezza per il reato di furto aggravato giacché il furto era stato commesso con destrezza.

Nel tentativo di ridimensionare la condotta del suo cliente e di vedere riconosciuta l’ipotesi di furto semplice l’avvocato difensore contestava «la sussistenza dell’aggravante del mezzo fraudolento», sostenendo invece che «il mero nascondimento della merce sottratta è un banale accorgimento, destinato solo a sottrarre la refurtiva».
Secondo la Suprema Corte «in tema di furto, l’aggravante del “mezzo fraudolento” è configurabile in presenza di qualunque azione insidiosa, improntata ad astuzia o scaltrezza, atta a soverchiare o sorprendere la contraria volontà del detentore della cosa, eludendo gli accorgimenti predisposti dal soggetto passivo».

La Cassazione ritiene che l’«aver riposto la scatola vuota sul banco dove si trovava in esposizione» è classificabile come «un’attività insidiosa, volta a sorprendere la volontà del detentore attraverso la simulazione di aver ricollocato al loro posto quanto invece aveva sottratto».

Con la sentenza n. 33227/20 del 26 novembre gli Ermellini condannano la condotta insidiosa del ladro riconoscendo l’aggravante del furto con destrezza.