Evasore fiscale assolto se paga prima dell’accertamento

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La Corte di Cassazione nella sentenza n. 26529/2020 del 23 settembre 2020 ha chiarito un’importante questione relativa ai rapporti tra l’evasore e il Fisco.

Per la Suprema Corte, un evasore fiscale va assolto se salda il suo debito con l’Erario prima che scatti l’accertamento. Nel caso in cui, però, il procedimento sia già iniziato, può chiedere il patteggiamento.

Secondo gli Ermellini, dunque, il completo pagamento di quanto dovuto consentirebbe all’evasore di non essere punito, a patto che la regolarizzazione avvenga nei tempi stabiliti dalla legge e comunque prima della notifica dell’accertamento.

In caso contrario, cioè se il diretto interessato è già venuto a conoscenza dell’accertamento ed il procedimento penale è già iniziato, si schiudono due vie.

La prima è quella di chiedere la riduzione della pena e l’esclusione delle pene accessorie tramite il patteggiamento oppure, in via alternativa, chiedere l’applicazione di una pena diminuita se sono superati o scaduti i termini di tempo e di conoscenza che avrebbero potuto permettere l’estinzione del reato.

Nel chiosare, gli Ermellini aggiungono che l’apertura del dibattimento può essere rinviata dal giudice quando il debito con il Fisco è stato riconosciuto dall’imputato e già rateizzato, cioè in corso di pagamento. In questo modo, l’evasore ha la possibilità di patteggiare per ottenere una riduzione della pena.