La vicenda coinvolge due sorelle gemelle della provincia siciliana, le quali tre anni prima subivano un grave lutto: il padre uccideva la moglie, loro madre. Il Tribunale per i minorenni, successivamente, si vedeva costretto a dichiarare lo stato di adottabilità delle due bambine.
L’ulteriore strascico giudiziaria riguarda però, solo una delle due sorelline, che è risultata versare, in stato di abbandono. Rilevante, a proposito, la inadeguatezza del padre a svolgere il suo ruolo genitoriale e quella dei parenti fino al quarto grado a garantire alla minore il normale sviluppo psicofisico.
Su quest’ultimo fronte, cioè quello dei parenti, il Tribunale per i minorenni è netto: non può procedersi all’affidamento della minore alla zia materna, che pure ha manifestato tale disponibilità. Decisivo il contenuto – negativo – della relazione del consultorio familiare: segnatamente, nella relazione si evidenziava come la donna, zia delle due bambine, ed il compagno presentassero fragilità sia sotto il profilo socioeconomico, sia soprattutto con riguardo alle competenze genitoriali. A tale ultimo riguardo, il consultorio aveva sottolineato il totale disconoscimento e quindi respinta definitivamente l’istanza avanzata dalla donna in qualità di zia, nonostante l’affetto provato per le nipoti e il comprovato rapporto costruito negli anni precedenti alla tragedia
