Nel caso esaminato dalla Corte torinese, un genitore – che dichiarava entrate inferiori ai 24mila euro annui – pubblicava regolarmente fotografie di soggiorni in località esclusive come Capri, Saint-Tropez, Montecarlo e la Versilia, oltre a immagini di viaggi internazionali, cene in ristoranti di alto livello e acquisti in boutiques di lusso. Questi elementi non sono stati considerati semplice ostentazione, ma indicatori concreti di una capacità di spesa effettiva ben superiore a quella ufficialmente dichiarata. Il giudice ha, quindi, stabilito che le risorse economiche reali del genitore erano significativamente più elevate rispetto a quanto risultava dai documenti fiscali, disponendo di conseguenza un aumento dell’assegno di mantenimento per i figli minori.
Questo orientamento giurisprudenziale rappresenta un cambio di prospettiva importante: ciò che viene condiviso pubblicamente sui social media non è più considerato parte della sfera privata intoccabile, ma diventa materiale probatorio utilizzabile in tribunale per valutare la situazione economica reale di una persona.
Un altro aspetto fondamentale chiarito dalla sentenza riguarda l’impatto della nascita di nuovi figli sull’assegno di mantenimento dovuto per i figli di precedenti relazioni. Molti genitori ritengono che avere un altro bambino comporti automaticamente una riduzione dell’obbligo verso i figli precedenti, ma la realtà giuridica è più articolata. Nel caso esaminato dalla Corte d’Appello di Torino, il padre aveva effettivamente avuto un altro figlio da una nuova relazione e aveva richiesto che questo elemento venisse considerato per ridurre l’importo dell’assegno. Tuttavia, il Tribunale ha respinto questa richiesta dopo aver accertato che il genitore disponeva comunque di mezzi economici adeguati, dimostrati dalla presenza di proprietà immobiliari e partecipazioni societarie di valore.
Il principio stabilito è chiaro: la nascita di un nuovo figlio può incidere sull’ammontare dell’assegno solo quando determina una reale e comprovata diminuzione della capacità contributiva del genitore. Non basta quindi invocare genericamente l’aumento delle responsabilità familiari, ma occorre dimostrare concretamente che le risorse disponibili sono effettivamente diminuite, al punto da non poter più sostenere l’obbligo precedente. Il giudice valuta sempre la situazione complessiva del genitore, considerando tutti i suoi beni, redditi e disponibilità finanziarie prima di decidere se e in che misura modificare l’assegno di mantenimento.
Al contrario di quanto si possa pensare, questo meccanismo non rappresenta una violazione della privacy, poiché i contenuti pubblicati sui social network sono per loro natura pubblici o semi-pubblici, e chi sceglie di condividerli accetta implicitamente che possano essere visti e utilizzati anche in sede legale. Chi è coinvolto in una causa di separazione o di revisione dell’assegno di mantenimento dovrebbe, quindi, valutare attentamente cosa pubblicare online, consapevole che ogni foto di viaggio, ogni immagine di acquisti costosi, ogni indicazione di uno stile di vita agiato può diventare un elemento determinante nella decisione del giudice sull’ammontare dell’assegno da corrispondere per il mantenimento dei figli.
