Niente condizionale al padre che non paga il mantenimento

La Corte di cassazione, sesta sezione penale, con la sentenza n. 34952 del 2018 conferma la condanna di un uomo al reato di cui all’art. 570, II co., c.p. (violazione degli obblighi di assistenza familiare).

Nella fattispecie in esame, l’uomo si era sottratto per anni agli obblighi di mantenimento, adducendo davanti la Corte territoriale di non goder di alcun reddito sin dalla nascita della figlia. Tuttavia, i giudici rammentano che, in tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, “incombe sull’interessato l’onere di allegare gli elementi dai quali possa desumersi l’impossibilità di adempiere alla relativa obbligazione”. Lo stato di disoccupazione – spiega la Corte – anche in considerazione della giovane età dell’imputato, e la mancata dimostrazione delle cause che rendono difficoltoso il reperimento di un’attività lavorativa, valgono ad integrare l’estremo della colpevole incapacità di adempiere integrativa del reato.
A tutto ciò si aggiunge che non è stato dimostrato uno stato di completa impossidenza, non avendo mai l’uomo versato alcunché per il mantenimento della figlia minore pur svolgendo – anche se saltuariamente -, attività lavorativa.

Ebbene, la Cassazione ritiene che all’imputato non possa neppure essere concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena a fronte della persistenza della condotta criminosa: infatti, come rilevato dai giudici a quo, l’uomo aveva per anni assunto una condotta di totale disinteresse morale e materiale per la figlia minore.

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