Divorzio, la Guardia di Finanza potrà indagare alla ricerca di beni non dichiarati e nascosti al coniuge

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Per la prima volta, nelle cause di divorzio, la Guardia di Finanza – attraverso controlli patrimoniali sulle banche dati riservate – potrà aiutare il Tribunale a risolvere i contrasti che riguardano non solo la divisione dei beni, ma anche gli assegni di mantenimento.

Quali sono le conseguenze di questa nuova collaborazione?

Occorre precisare che, nei procedimenti di separazione e divorzio, il giudice può già disporre indagini di polizia tributaria, delegando alla Guarda di Finanza la verifica e l’accertamento della complessiva situazione reddituale, patrimoniale e finanziaria del coniuge.
In realtà, la recente riforma Cartabia ha modificato la materia. In particolare, oggi il codice di procedura civile prevede che, in relazione alle domande di contributo economico, il giudice può ordinare l’integrazione della documentazione depositata dalle parti e disporre ordini di esibizione e indagini sui redditi, sui patrimoni e sull’effettivo tenore di vita, anche nei confronti di terzi, valendosi se del caso della polizia tributaria. Peraltro, il codice stabilisce che il giudice può disporre queste attività d’ufficio: ossia, in modo autonomo e senza richiesta dalle parti.

Questa tipologia di attività investigativa permette di capire la posizione fiscale del coniuge sottoposto all’indagine. Ovviamente, si tratta di attività che possono portare a risultati che sono rilevanti sia sul piano civilistico, sia dal punto di vista tributario.

Oltre alle novità introdotte dalla riforma Cartabia, di cosa si potrà occupare la Guardia di Finanza?

In concreto, ove il tribunale ritenga che occorra, il finanziere delegato – anche grazie a banche dati riservate – si occuperà di svolgere accertamenti relativi alle richieste di natura patrimoniale, nonché a quelle di affidamento di minori che i coniugi hanno presentato in sede di giudizio di separazione o di divorzio. Il militare della Guardia di Finanza procederà all’acquisizione di atti di polizia giudiziaria e all’elaborazione delle risultanze emerse dalle banche dati utilizzate dal Corpo.