Scatta subito la visita medica se il datore sospetta il lavoratore fa uso di alcol o droghe

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Con l’introduzione del nuovo decreto, il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro subisce una svolta significativa. Una delle novità più discusse riguarda la possibilità – per datori di lavoro e preposti – di richiedere una visita medica immediata nel momento in cui vi sia un sospetto fondato che un dipendente abbia fatto uso di sostanze stupefacenti o alcol durante l’orario di lavoro. Non si tratta più, quindi, di semplici controlli programmati, ma di una misura reattiva che può scattare sulla base di un semplice ragionevole motivo. La novità si inserisce in un quadro più ampio di interventi volti a rafforzare la prevenzione, soprattutto in contesti professionali ad alto rischio come cantieri, trasporti e industrie pesanti. L’accertamento medico potrà scattare in presenza di segnali come comportamenti incoerenti, odori sospetti o segnalazioni da parte di colleghi. La valutazione viene demandata alla discrezionalità del datore di lavoro o di un suo delegato, aprendo così la questione del bilanciamento tra il diritto alla sicurezza collettiva e il rispetto della sfera privata del lavoratore.

È, inoltre, previsto un ampliamento dell’offerta formativa. L’obbligo di aggiornamento periodico per i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) viene esteso anche alle piccole imprese, con meno di 15 dipendenti, colmando così una lacuna storica nel sistema di prevenzione. Inoltre, vengono fissati nuovi criteri per gli enti di formazione, che dovranno garantire standard qualitativi più elevati per poter operare nel settore.

Il decreto, in più, estende la copertura assicurativa Inail agli studenti impegnati nei percorsi scuola-lavoro (PCTO), includendo anche gli infortuni che si verificano nel tragitto da casa alla sede della formazione. A partire dal 2026, inoltre, saranno attivate borse di studio destinate ai figli di lavoratori deceduti in incidenti sul lavoro, un segnale tangibile di attenzione verso le famiglie colpite da tragedie spesso evitabili.

Infine, il decreto impone una destinazione vincolata dei proventi derivanti dalle sanzioni comminate dalle Asl. Questi fondi dovranno essere reinvestiti integralmente in iniziative di prevenzione, formazione e vigilanza, rafforzando l’efficacia dell’intero sistema di sicurezza aziendale.