In Corte d’appello, difatti, viene smentita la decisione pro lavoratore emessa dal Tribunale e viene riconosciuta la legittimità del licenziamento adottato dall’azienda, Poste Italiane, nei confronti di un suo lavoratore, addetto al recapito postale con ciclomotore e responsabile, come confermato dalla Polizia stradale, di avere guidato, durante un periodo di sei mesi, il mezzo aziendale consapevole di essere privo della patente, poiché gli era stata sospesa, senza comunicare la circostanza al datore di lavoro, e senza chiedere di essere adibito a diverso servizio. Per i giudici di secondo grado non ci sono dubbi: il prolungato comportamento del portalettere motorizzato è catalogabile come condotta di chi incorre in violazioni dolose di leggi.
Postino non avvisa l’azienda del ritiro della patente: legittimo il licenziamento
Il postino sorpreso a guidare il ciclomotore affidatogli dall’azienda, nonostante fosse privo di patente in corso di validità, è stato licenziato.
Legittimo il licenziamento del lavoratore, che, per giunta, circolava sulla “due ruote” con il casco non allacciato.
