Bimba muore dopo essere stata investita: risarcito anche il compagno della madre

  • Categoria dell'articolo:Diritto Civile
  • Tempo di lettura:2 min di lettura

Nell’episodio avvenuto oltre dieci anni fa, nel 2013, in pochi attimi, una famiglia viene distrutta: all’uscita del parcheggio di un centro commerciale, difatti, una vettura travolge e trascina per qualche metro una bambina di 4 anni, sotto gli occhi della nonna. Inimmaginabile il dramma per la madre e per il compagno a cui è legata da tempo. Accertate le colpe dell’automobilista, l’Ufficio Centrale Italiano versa alla madre della bimba ben 270mila euro come indennizzo. Ciò nonostante, i giudici di merito riconoscono in Tribunale, nel 2020, alla donna il massimo risarcimento previsto dalle tabelle del Tribunale di Roma per quanto attiene al danno parentale e, per quanto riguarda il solo danno biologico, da quelle del Tribunale di Milano, con la massima personalizzazione ivi contemplata. Così alla donna viene riconosciuto un ulteriore risarcimento, di pochissimo inferiore ai 300mila euro, a titolo di danno parentale e di danno biologico, cui si aggiungono poi circa 63mila euro come risarcimento delle spese funerarie, mediche e di assistenza legale nella fase stragiudiziale. È stato anche confermato il risarcimento da danno parentale anche per il compagno della madre, essendo stata considerata irrilevante la mancata convivenza, ma decisivo il rapporto intercorso tra lui e la bambina centrato sul ruolo di padre putativo assunto dall’uomo, nonostante non fosse il padre biologico.