Obbligazioni e contratti di locazione: conduttrice inadempiente

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Il caso

Nel corso di un rapporto locatizio ad uso abitativo un locatore intentava un’azione di risoluzione per inadempimento nei confronti di una conduttrice, inadempiente per comportamenti molesti contro i vicini.

L’inquilina dichiarava infondate tali contestazioni.

L’art. 2 del contratto di locazione sottoscritto dalle parti vietava al conduttore di compiere atti e tenere comportamenti che potessero recare molestie agli altri abitanti dello stabile. In base a ciò il giudice di merito (Tribunale) accoglieva in primo grado la domanda del ricorrente e condannava la resistente a rilasciare l’immobile.

La conduttrice proponeva appello avverso tale pronuncia ma il giudice del gravame rigettava la domanda. Avverso tale decisione veniva proposto ricorso in cassazione.

La Suprema Corte rigetta la domanda estendendo l’interpretazione dell’art. 1587 c.c. ed individuando l’abuso di godimento del bene locato anche in assenza di modificazione di fatto dell’immobile o cambio della destinazione d’uso, nel caso in cui l’uso vada comunque a ledere il valore dell’immobile stesso.

Viene quindi introdotto un nuovo criterio: il contratto può essere risolto anche in caso in cui ipoteticamente il locatore  diventasse responsabile nei confronti dei vicini per le molestie del conduttore.

Il ricorso è stato rigettato dalla Corte di Cassazione con condanna della ricorrente alla rifusione delle spese di lite in favore della parte contro ricorrente.