Condominio, l’amministratore che non recupera i crediti dai condomini morosi deve risarcire i danni

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Una nuova e recente sentenza del tribunale di Nocera Inferiore ha fatto chiarezza sulla responsabilità dell’amministratore del caseggiato, per mancato recupero crediti nei confronti dei condomini con debiti pregressi e non ancora saldati. La magistratura ha così spiegato che l’accertamento di tale responsabilità fa ricadere, sul professionista, l’obbligo di risarcimento danni, qualora il condominio – alla luce degli atti e delle risultanze istruttorie – sia in grado di provare l’entità del danno concretamente subito.

Un condominio, rappresentato dall’amministratore, ha citato in giudizio l’ex amministratrice – formalmente revocata dall’incarico con delibera assembleare – domandandone la condanna al risarcimento dei danni patiti dall’ente, a seguito delle gravi inadempienze gestionali commesse nel corso del suo mandato. Il condominio contestava  il mancato recupero delle suaccennate morosità, la mancata rendicontazione delle somme riscosse, l’utilizzo di somme vincolate per fini diversi e non autorizzati dall’assemblea, come pure la percezione indebita di compensi dopo la revoca dell’incarico (di cui si chiedeva la condanna alla restituzione).

Il giudice chiamato a decidere sulla disputa ha accertato l’inerzia dell’ex amministratrice del caseggiato che l’ha citata in giudizio. Come si può leggere nel testo della decisione, all’esito dell’attività istruttoria, è emersa infatti la prova documentale dell’omissione delle attività di recupero crediti. E si noti in linea generale che, senza atti concreti intrapresi dall’amministratore (ad es. diffide, decreti ingiuntivi, azioni legali) e nonostante la presenza di morosità note e persistenti, è certamente contestabile in giudizio il comportamento non diligente dell’amministratore e la violazione dei suoi obblighi fiduciari.

Concludendo, questa sentenza rappresenta un importante richiamo alla responsabilità degli amministratori condominiali, chiamati a gestire con diligenza e trasparenza il mandato ricevuto. L’inerzia o l’abuso di tale ruolo può tradursi in gravi conseguenze giuridiche e risarcitorie, contro cui ogni condominio può tutelarsi in tribunale.