Un insegnante precario di Genova, dopo aver deciso di andare a prendere un aperitivo con gli amici, ha scelto la bicicletta come mezzo di trasporto, con l’intenzione di godersi una serata in libertà. Ma, sulla strada che lo riportava a casa, la serata ha preso una piega inaspettata: i vigili urbani lo hanno fermato per un controllo di routine.
Al termine del controllo, infatti, è stato sottoposto all’alcoltest, che ha dato esito positivo. La situazione si è trasformata in un incubo per l’insegnante, che si è visto sanzionare con una multa di ben 1100 euro e, cosa ancora più grave, una condanna a 60 giorni di reclusione, poi convertita in 130 ore di lavori socialmente utili.
Il fatto che si trovasse in bicicletta non ha evitato le conseguenze legali. La legge, infatti, prevede che anche i ciclisti in stato di ebbrezza possano essere sanzionati.
La condanna ha costretto il docente a cercare una struttura in grado di accogliere i suoi lavori socialmente utili. Dopo un’accurata ricerca, che si è rivelata lunga e complessa, è stato trovato un incarico presso una bocciofila di Genova, dove l’insegnante sta attualmente svolgendo piccoli lavori e separando i rifiuti. Un’esperienza che lo terrà occupato per ben 130 ore.
La Cassazione, in argomento, ha sempre ribadito che anche chi si mette alla guida della bicicletta non deve bere. Il ciclista ubriaco rischia le stesse sanzioni dell’automobilista ubriaco: sanzioni che variano a seconda del livello di alcol riscontrato nel sangue. Si parte da una prima soglia – compresa tra 0,5 e 0,8 g/l – in cui sono previste solo sanzioni amministrative (per cui la condotta non è reato), ad una in cui la guida in stato di ebbrezza diventa reato, ovvero quando il tasso alcolemico raggiunge gli 0,8 g.
Si ricorda, ancora, che l’alcoltest non è più la prova regina: non è, cioè, più necessario accertare con un test che il tasso alcolemico superi la soglia limite di 1.5 e, quindi, dichiarare la sussistenza del reato di guida in stato di ebbrezza.
Bastano elementi “obiettivi e sintomatici” per provare lo stato di alterazione alcolica.
Questa interpretazione ha riscosso pareri contrastanti, anche se in molti apprezzano l’interpretazione fornita dai giudici, in quanto idonea a semplificare il lavoro alle Forze dell’Ordine e a rendere più efficace la lotta alla guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche.
