Decreto Rilancio: le novità in materia fiscale

  • Post author:

Tra le numerose previsioni contenute nel c.d. Decreto Rilancio, D.L. n. 34 del 2020 (convertito, poi,  in L n. 77 del 2020), si annoverano una serie di misure fiscali riguardanti, fra gli altri, incentivi, crediti di imposta, proroghe di termini per accertamenti e riscossioni. Di seguito, le principali novità.

Si applica la detrazione di cui all’art. 14 del d.l. n. 63/2013, n. 63 (convertito, con modificazioni, dalla l. n. 90/2013) nella misura del 110% per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal I luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, nei seguenti casi:

  • interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.
  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al c. 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al c. 6, ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari.
  • interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al c. 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al c. 6, ovvero con impianti di microcogenerazione, a collettori solari.

Per sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro, ad esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, associazioni, fondazioni e agli altri enti privati, è riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni.

In tema di opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali, è possibile optare per lo “sconto sul corrispettivo”, anticipato dal fornitore che ha svolto gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad ulteriori soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, oppure per la cessione di un credito d’imposta di ammontare pari alla detrazione, con facoltà di successive cessioni ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Dette opzioni risultano esperibili dai soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi di seguito elencati: recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis), c. 1, lettere a) e b), del TUIR; efficienza energetica; adozione di misure antisismiche; recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna; installazione di impianti solari fotovoltaici; installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

A ciò si aggiunge la proroga dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi. I versamenti sospesi ai sensi dell’art. 18, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6 del d.l. n. 23/2020, sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020. Non è previsto il rimborso di quanto già versato.

Per una visione completa delle novità introdotte, si rimanda alla lettura del  testo di legge integrale.