Commercio di cannabidiolo CBD all’interno dell’UE

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Il caso

Un’azienda francese veniva sottoposta a procedimento penale per aver commercializzato e distribuito una sigaretta elettronica a base di olio di cannabidiolo prodotto da piante di canapa intere coltivate legalmente in Repubblica Ceca.

In Francia possono essere infatti commercializzati solo i semi e la fibra di canapa.

Poiché il CDB non può essere considerato uno stupefacente per il suo commercio all’interno dell’Unione Europea sono applicabili le disposizioni relative alla libera circolazione delle merci.

La Corte di Giustizia UE  ricorda che «i soggetti che commercializzano stupefacenti non possono avvalersi dell’applicazione delle libertà di circolazione poiché tale commercializzazione è vietata in tutti gli Stati membri, ad eccezione di un commercio rigorosamente controllato in vista dell’uso per scopi medici e scientifici».

In base alle attuali conoscenze scientifiche a differenza del THC, il CBD non risulta avere «effetti psicotropi né effetti nocivi per la salute umana».

Con la sentenza del 19 novembre, causa C-663/18, Quarta Sezione, la Corte di Giustizia UE ha dichiarato che la commercializzazione di cannabidiolo CBD prodotto legalmente in uno Stato membro utilizzando tutte le parti della pianta di cannabis sativa non può essere vietata da un altro Stato membro a meno che quest’ultimo non sia in possesso di incontestabili prove scientifiche che ne dimostrino i reali rischi per la salute.