A partire dal 1° luglio, si assisterà a una modifica delle normative relative alle spedizioni di valore ridotto provenienti da Paesi extra UE. Sebbene per milioni di transazioni effettuate online su piattaforme internazionali si preveda l’introduzione di nuovi oneri all’importazione, è stato recentemente eliminato il rischio di applicazione, in Italia, di un doppio prelievo che avrebbe avuto un impatto sia sui consumatori, sia sulle imprese del settore logistico. Infatti, il Governo ha deciso di posticipare di tre mesi l’imposizione della tassa italiana di 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra UE, decisione ratificata nel Consiglio dei Ministri del 22 giugno scorso.
Contestualmente, per le spedizioni con lo stesso limite massimo di valore, è confermata l’entrata in vigore della tassa forfettaria europea di 3 euro, con conseguente revoca della franchigia doganale istituita all’inizio degli anni ’90. Tale regime agevolato ha consentito, fino ad ora, l’ingresso senza dazi di piccoli o mini pacchi provenienti da Stati extra UE, con particolare riferimento alla Cina, che rappresenta il principale Paese di origine di tali merci.
È stato, pertanto, evitato l’applicazione di un costo aggiuntivo di 5 euro per spedizione, sebbene al nuovo dazio continentale debba essere applicata l’IVA secondo le disposizioni normative fiscali vigenti. L’obiettivo delle istituzioni di Bruxelles è contrastare l’incremento del flusso di merci a basso costo provenienti dall’Asia, garantendo un maggiore controllo sulle importazioni e una concorrenza più equa per le imprese europee.
Il contributo di 3 euro non sarà necessariamente applicato una sola volta per ogni pacco, ma potrà essere riscosso per ciascuna categoria merceologica contenuta nella spedizione.
Nel caso in cui un pacco di valore inferiore a 150 euro contenga due camicie di cotone e una camicia di lana, le merci saranno soggette a due distinte classificazioni tariffarie. Di conseguenza, il dazio doganale potrà essere applicato due volte, per un totale di 6 euro. È importante sottolineare, come precisato dalla Commissione Europea, che il dazio dovrà essere corrisposto indipendentemente dal sistema adottato per la riscossione dell’IVA.
Per quanto concerne la differente imposta italiana di 2 euro, tale misura è stata introdotta all’inizio dell’anno corrente con l’intento di contribuire al finanziamento dei costi sostenuti dalle autorità doganali per la gestione delle importazioni di basso valore e, indirettamente, per contrastare la crescita delle piattaforme orientali dell’e-commerce ultra low cost e del fast fashion. L’applicazione di tale imposta, inizialmente prevista per il mese di gennaio, è stata prima sospesa fino al mese di marzo e recentemente, è stato disposto un ulteriore spostamento dell’entrata in vigore al primo ottobre prossimo.
