Strada privata: quando diventa a uso pubblico?

  • Categoria dell'articolo:Diritto Civile
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La vicenda parte dalla richiesta del proprietario di un immobile, che convenne in giudizio il suo vicino, affinché venisse accertato il suo diritto di passaggio, sia a piedi che con veicoli, lungo la strada corrente al confine con i terreni di ambo le parti, stante l’asserita natura pubblica della stessa, chiedendo che al convenuto fosse ordinato di astenersi da ogni condotta volta impedirne l’utilizzo. In via subordinata, chiese che venisse accertato l’acquisto per intervenuta usucapione ultraventennale, della servitù di passaggio pedonale e carrabile in favore del proprio fondo. In primo grado, la domanda veniva accolta, in quanto il tribunale di Mantova dichiarò costituita per intervenuta usucapione ventennale la servitù di passaggio pedonale e carrabile in favore del fondo di proprietà dell’attore e a carico di quello di proprietà del convenuto; questi propose appello. La Corte d’appello di Brescia non solo lo rigettò, ma accolse l’appello incidentale dell’originario attore dichiarando che egli avesse il diritto di percorrere a piedi e con veicoli la strada in questione, prescrivendo all’appellante di astenersi da ogni condotta volta impedirne l’utilizzo.

 

Dunque, secondo la giurisprudenza, affinché un’area privata possa ritenersi sottoposta ad una servitù pubblica di passaggio, è necessaria, oltre all’intrinseca idoneità del bene, che l’uso avvenga ad opera di una collettività indeterminata di persone e per soddisfare un pubblico generale interesse. Non vi è, invece, uso pubblico qualora il passaggio venga esercitato unicamente dai proprietari dei fondi in dipendenza della particolare ubicazione degli stessi, ovvero da coloro che abbiano occasione di accedervi per esigenze connesse ad una privata utilizzazione oppure, infine, rispetto a strade destinate al servizio di un determinato edificio o complesso di edifici.

 

In sintesi, dunque, affinché una strada privata possa essere assoggettata ad uso pubblico essa deve essere idonea a soddisfare esigenze di interesse generale. Pertanto, l’assoggettamento di una via privata alla pubblica utilità richiede un’adeguata motivazione in ordine alla concreta idoneità della strada a soddisfare dette esigenze collettive nonché un titolo valido a sorreggere l’affermazione del diritto di uso pubblico come, ad esempio, la protrazione dell’uso stesso da tempo immemorabile.

In conclusione, la prova della servitù di uso pubblico di una strada richiede, quindi, oltre all’uso pubblico, un atto pubblico o privato ovvero l’intervenuta usucapione ventennale, fermo restando l’accertamento dell’idoneità della strada a soddisfare esigenze di carattere pubblico  secondo la giurisprudenza, affinché possa considerarsi esistente una servitù pubblica di passaggio su di una strada realizzata in area privata, ovvero che essa:

a) sia utilizzata da una collettività indeterminata di persone, e non soltanto da quei soggetti che si trovano in una posizione qualificata rispetto al bene gravato;

b) sia concretamente idonea a soddisfare, attraverso il collegamento anche indiretto alla pubblica via, esigenze di interesse generale;

c) sia oggetto di interventi di manutenzione da parte della Pubblica amministrazione.