Bonifici non autorizzati: ne risponde l’istituto di credito?

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L’home banking è attività pericolosa ai sensi dell’art. 2050 c.c.: espone a rischi incontrollabili, invertendo l’onere della prova. La banca deve dimostrare una diligenza professionale superiore, non il cliente la negligenza. La Corte d’Appello di Palermo (sent. 1929/2026) ha confermato la responsabilità per un bonifico di 23.500 euro effettuato tramite malware BRATA: il link fraudolento aveva sottratto le credenziali. La consulenza ha rilevato un IP inedito e precedenti blocchi sospetti; per la Corte, la banca ha omesso la necessaria attenzione.

La banca non si libera dalla responsabilità dimostrando solo la regolarità dell’operazione: deve provare, con elementi concreti, una negligenza qualificata del cliente, non deducibile dal solo uso corretto delle credenziali. La tutela del risparmiatore si estende al GDPR (artt. 32 e 82): le credenziali sono dati personali; un’intrusione nel sistema bancario indica una carenza di sicurezza. La banca è esonerata solo se dimostra che la sottrazione è dovuta a condotte imprudenti (es. condivisione dei codici, phishing, annotazione delle credenziali, assenza di antivirus), che interrompono il nesso causale.

La prova della prudenza del cliente
Per ottenere il rimborso in caso di frode informatica, il cliente deve dimostrare diligenza: protezione tecnica (antivirus aggiornato, assenza di app sospette), comportamenti prudenti (nessuna condivisione della password, cambio regolare dei codici, controllo dei movimenti) e tempestiva denuncia (come nel caso della Corte d’Appello di Palermo). Se provata, l’onere della prova passa alla banca.

Innovazione tecnologica come dovere bancario
La sicurezza informatica è parte del servizio: la banca deve monitorare operazioni anomale, bloccare bonifici sospetti, inviare notifiche istantanee e usare autenticazione avanzata (biometria, token). L’uso di tecnologie obsolete comporta responsabilità, poiché il progresso tecnico definisce la diligenza richiesta.

Dalla frode alla tutela giudiziale
In caso di operazione non autorizzata, bloccare subito carte e home banking tramite il numero gratuito della banca e denunciare l’accesso abusivo. Inviare un reclamo scritto (raccomandata o PEC) per lo storno e la restituzione, conservando le prove della propria diligenza. In caso di rifiuto, rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario o al giudice.