Equitalia risarcisce i danni se il credito si prescrive

La Corte di Cassazione, sez. lavoro, nella sentenza n. 27218 del 2018 afferma il seguente principio: il concessionario della riscossione investito del recupero del credito è tenuto a compiere tutti quegli atti necessari alla salvaguardia dello stesso (tra cui, l’interruzione della prescrizione).

La fattispecie trae origine dall’accoglimento da parte del Giudice di prime cure della domanda di accertamento dell’intervenuta prescrizione del presunto credito previdenziale, avanzata nei confronti dell’Ente impositore e del concessionario della riscossione Equitalia. Il creditore impugnava la sentenza dinnanzi alla Corte d’Appello, chiedendo che – in caso di accertamento di ritardi o irregolarità nell’azione esattoriale – Equitalia venisse condannata al risarcimento del danno in favore dello stesso. Il Giudice del gravame respingeva, ritenendo che fosse onere del creditore, e non del concessionario della riscossione, porre in essere gli atti necessari all’interruzione della prescrizione.

Il giudizio prosegue dinnanzi alla Suprema Corte presso la quale il creditore impugna la sentenza, ritenendo, tra le altre cose, erroneo il rigetto della domanda di risarcimento dei danni avanzata nei confronti di Equitalia Sud SpA, in considerazione del fatto che la stessa, con i propri ritardi, ha determinato la prescrizione dei crediti.

Resistono in giudizio con controricorso Equitalia e il presunto debitore, e la Suprema Corte nello scrutinare i primi due motivi di ricorso, li ritiene entrambi infondati.

Per quanto attiene, invece, la domanda di risarcimento del danno proposta dall’Ente impositore nei riguardi del concessionario della riscossione, osserva come “l’affidamento in riscossione, ai sensi di legge e secondo le modalità previste per le imposte dirette (art. 18, co. 5, seconda parte L. 576/1980, in relazione al d.p.r. 602/1973) comporta, per un verso, la preposizione del concessionario quale adiectus solutionis causa (art. 1188 c.c.) e per altro verso assume i contenuti propri del mandato, con rappresentanza ex lege, a compiere quanto necessario perché il pagamento possa avvenire, in forma spontanea, oppure anche a dare corso alle azioni esecutive secondo la disciplina propria dell’esecuzione forzata speciale”.

Da ciò discende che, in caso di esclusione di concomitante colpa dell’Ente creditore, Equitalia stessa sarà tenuta a risarcirlo per intero del danno cagionato.

In definitiva, la Corte rigetta i primi due motivi di ricorso, accoglie il terzo e cassa la sentenza impugnata con rinvio della causa, condannando l’Ente impositore a rifondere al presunto debitore le spese del giudizio di legittimità.

Chiudi il menu