Stranieri in Italia con figlio minore: caso di espulsione dallo Stato

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Il caso

Il Tribunale di sorveglianza di Genova confermava l’anteriore decreto del Magistrato di Sorveglianza. 

Ritenuta la sussistenza delle condizioni di legge, era stata ordinata l’espulsione dallo Stato di un uomo originario dell’Ecuador “a titolo di sanzione alternativa alla detenzione”.

Secondo il legale dell’uomo il Tribunale avrebbe ”valutato gli esistenti legami familiari e affettivi” del suo assistito “con il figlio minore, ancorché affidato alla madre”, e avrebbe così “erroneamente bilanciato il profilo dell’ordine pubblico con il valore dell’unità familiare”. Il difensore continuava contestando anche la pericolosità sociale attribuita all’uomo, pericolosità smentita a suo dire “dal complessivo percorso riabilitativo da lui posto in essere, anche all’interno dell’istituto di pena”.

I Giudici ritengono che l Tribunale ha compiuto “una attenta ponderazione della complessiva situazione familiare dello straniero, connotata da vincoli complessivamente affievoliti e da un rapporto non effettivo con il figlio minore“ e l’ha raffrontata ai profili di attualità della pericolosità sociale dell’uomo”, ritenuti prevalenti alla luce della “imponente sua biografia penale” e delle “risultanze non significative di osservazione penitenziaria”.

Con la sentenza n. 11777/21 del 29 marzo la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.