Nel settembre del 2020, da una dipendente dell’Agenzia delle Dogane, la quale è caduta rovinosamente a terra durante il tragitto casa, dove lavorava in smart-working, scuola della figlia. La lavoratrice riportava un trauma distorsivo alla caviglia destra che, secondo il medico legale, poteva essere ricondotto alla «deambulazione su superfici irregolari o in presenza di ostacoli».
Il professionista, riteneva quindi, doveroso qualificarlo come infortunio sul lavoro così da consentire la richiesta all’INAIL di un indennizzo. L’ente però rispondeva in modo negativo, sostenendo si dovesse parlare non di infortunio in itinere, bensì di infortunio avvenuto mentre la lavoratrice godeva di un ‘permesso’ per motivi personali, ossia per andare a prendere la figlia a scuola.
La donna è comunque riuscita ad ottenere il risarcimento, poiché dipendente dell’Agenzia delle Dogane, con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato sin dal 2012 e quindi in dovere di ricevere l’indennizzo.
