In malattia ma sorpreso ad aiutare la moglie in negozio: licenziato

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A dare il ‘la’ alla drastica reazione della società datrice di lavoro è il resoconto fornito da un’agenzia investigativa privata, che certifica come il dipendente pedinato sia stato colto sul fatto a dare una mano nel negozio della moglie, pur essendo egli ufficialmente in malattia. Il quadro, ritenuto inequivocabile dall’azienda, è sufficiente anche secondo i giudici di merito per legittimare il licenziamento del lavoratore. Prima in Tribunale e poi in Appello, vengono respinte le obiezioni sollevate dal lavoratore a fronte del severo provvedimento adottato nei suoi confronti per motivi disciplinari dall’azienda. Fatale, anche secondo i giudici di merito, l’avere egli «prestato attività lavorativa, per due giorni, presso l’attività commerciale della coniuge», come accertato da un’agenzia investigativa, e di averlo fatto «durante un periodo di assenza per malattia», periodo della durata di una settimana.