Il telepass rientra tra gli strumenti di controllo a distanza del lavoratore

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La Suprema Corte è stata chiamata a valutare la legittimità di un licenziamento disciplinare fondato su una serie di inadempimenti alla prestazione lavorativa contestati ad un lavoratore anche in base a dati (in particolare, luoghi e orari di pagamento dei pedaggi autostradali) acquisiti attraverso il telepass installato sull’autovettura aziendale in uso al dipendente.

Quindi, le informazioni raccolte attraverso il telepass sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro (e, quindi, anche a fini disciplinari) solo a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli, oltre che nel rispetto di quanto disposto dalla normativa in tema di privacy. Se installato su autovetture aziendali destinate allo svolgimento di specifici servizi, il telepass deve essere considerato uno strumento direttamente funzionale all’efficienza della singola prestazione, oltre che ormai fortemente compenetrato con essa nell’odierna pratica lavorativa.