Il cane è il miglior amico dell’uomo, ma bisogna prestare molta attenzione e cura al rapporto con l’animale, per evitare che quest’ultimo possa sentirsi privato di affetto, cibo e svago. Anzi, lasciarlo solo per lunghe ore espone al rischio che il cane diventi molesto, con l’emissione di latrati e ululati tali da disturbare le attività quotidiane e il riposo delle persone.
Sono differenti i reati che possono configurarsi, sulla scorta delle circostanze concrete. Ad esempio, può ricorrere il reato di maltrattamento di animali per cui è prevista la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa 5mila a 30mila euro. Lasciare solo un cane per lunghi periodi, senza cibo, acqua o in condizioni inadatte (come un ambiente troppo caldo o freddo), potrebbe essere considerato maltrattamento.
Non solo. In base alle circostanze concrete, può configurarsi anche il distinto reato d’ abbandono di animale. Per integrarlo, non è necessario il dolo, ma è sufficiente anche la mera negligenza nella detenzione del cane. Chi lo commette sarà soggetto all’arresto fino ad un anno o all’ammenda compresa tra mille e 10mila euro.
Rimarchiamo che ogni caso pratico andrà vagliato singolarmente. Non c’è infatti un numero prefissato di ore, superato il quale scatta il reato di abbandono. Rilevano, infatti, lo stato dell’animale e le sue condizioni di trascuratezza. Tenerlo mattina e pomeriggio legato oppure non dargli una sufficiente quantità di cibo e acqua fa scattare il citato reato di abbandono e, inoltre, per determinare la responsabilità penale del proprietario, andranno vagliati ulteriori elementi, come l’età del cane, la presenza di problemi di salute, l’eventuale addestramento e non solo. In termini pratici ciò vuol dire, ad esempio, che se il cane, in buon stato di salute e rifornito di cibo e acqua, viene lasciato da solo per due o tre ore, non ricorrerà il reato di abbandono. Mentre se il quadrupede è un cucciolo o ha un’età avanzata e/o problemi sanitari che impongono assistenza, anche una sola ora potrebbe essere sufficiente a far scattare l’illecito penale.
C’è poi la questione dei rumori molesti e legati all’abbaiare continuo di un animale lasciato solo. In questi casi il vicinato subisce il reato di disturbo della quiete pubblica che, per legge, scatta anche quando qualcuno non impedisce “strepiti di animali”. La pena prevista è l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a euro 309.
La durata e l’intensità del rumore, come pure le circostanze ambientali, configureranno il reato quando il limite civilistico della normale tollerabilità venga superato ma – anche in questo caso – per stabilire l’effettiva responsabilità penale andranno vagliate le specifiche circostanze concrete.
Per tutelarsi contro eventuali reati legati all’incuria nella detenzione dell’animale, il cittadino potrà contattare la polizia locale o le guardie zoofile, segnalando un possibile illecito penale. In particolare, queste ultime potranno compiere un sopralluogo per controllare le effettive condizioni del cane e – se necessario – segnalare il caso alle autorità competenti (Asl o magistratura). Per facilitare l’intervento delle autorità sarà opportuno documentare il problema nel dettaglio, annotando gli orari di abbandono del cane e raccogliendo prove come testimonianze, video o audio del cane lasciato solo, che abbaia incessantemente.