Multa annullabile se l’autovelox è “approvato” ma non “omologato”

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È annullabile la multa per eccesso di velocità rilevata dall’autovelox “approvato” ma non “omologato”. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 10505 depositata oggi, con la quale ha respinto il ricorso del comune di Treviso, ed ha chiarito che le due procedure hanno “natura e finalità” diverse e che l’approvazione è propedeutica alla omologazione, che è un accertamento di natura tecnica che non può essere in alcun modo aggirato.

Il caso era quello di automobilista multato per aver superato il limite di velocità (viaggiando a 97 km orari) su una strada tangenziale in cui era prescritto il limite di 90 Km orari, a mezzo apparecchiatura installata in postazione fissa, di proprietà dell’Amministrazione comunale di Treviso.

Il Tribunale ha distinto i due procedimenti di “approvazione e omologazione” di natura e finalità diverse, poiché l’omologazione ministeriale autorizza la riproduzione in serie di un apparecchio testato in laboratorio, con attribuzione della competenza al Ministero per lo sviluppo economico, nel mentre l’approvazione consiste in un procedimento che non richiede la comparazione del prototipo con caratteristiche ritenute fondamentali o con particolari prescrizioni previste dal regolamento”.

L’omologazione, quindi, consiste in una procedura che – pur essendo amministrativa (come l’approvazione) – ha anche “natura necessariamente tecnica” proprio per “garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento elettronico”. Del resto, anche recentemente, la Cassazione (n. 3335/2024) ha affermato che il giudice è tenuto ad accertare se le verifiche “siano state o meno effettuate, puntualizzandosi  che detta prova non può essere fornita con mezzi diversi dalle certificazioni di omologazione e conformità”.

Quindi, l’utilizzo dell’espressione “debitamente omologati” impone necessariamente la preventiva sottoposizione del mezzo di rilevamento elettronico a tale procedura e che, solo se assolta, è idonea a costituire “fonte di prova” per il riscontro del superamento dei prescritti limiti di velocità.