In arrivo i contrassegni identificativi per i monopattini elettrici

  • Categoria dell'articolo:Codice della Strada
  • Tempo di lettura:2 min di lettura

È stato emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un decreto che regolamenta l’introduzione dei contrassegni identificativi per i monopattini elettrici, assimilabili a una targa personale. Il nuovo decreto introduce l’obbligo per i proprietari di monopattini elettrici di munirsi di un contrassegno identificativo adesivo, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).

Le modalità tecniche e operative per l’applicazione di tale obbligo sono determinate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con il Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il monopattino elettrico è un veicolo a due ruote, dotato di un solo motore elettrico, con manubrio e privo di sedile, da condurre «in posizione eretta». Il decreto ne stabilisce anche i requisiti tecnici minimi, che includono: una potenza massima del motore di 0,5 kW, assenza di seduta, luci anteriori e posteriori, campanello, freni su entrambe le ruote, indicatori di direzione e luce di stop posteriore. Il contrassegno va applicato in modo ben visibile e permanente sul monopattino, preferibilmente sul parafango posteriore, se presente, oppure frontalmente sul piantone dello sterzo, secondo le indicazioni tecniche fissate dal decreto per garantirne la leggibilità.

Il mancato rispetto dell’obbligo di applicare il contrassegno identificativo comporta una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro, nei casi più gravi, è prevista anche la rimozione del veicolo dalla circolazione.

L’introduzione del contrassegno mira a garantire la tracciabilità dei monopattini in caso di incidenti o infrazioni, facilitare l’identificazione immediata da parte delle forze dell’ordine, prevenire furti e impieghi impropri, migliorare la gestione del traffico urbano e la tutela dell’ordine pubblico.

Infine, con riguardo alla disciplina degli autovelox, è stato approvato un emendamento a favore del “censimento” degli strumenti utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. In particolare, una nota del MIT evidenzia che è stata introdotta una disposizione volta a superare le criticità legate all’impiego degli autovelox, come previsto dall’art. 142 del Codice della Strada. L’intento, precisa il Ministero, è quello di realizzare un quadro univoco – a livello nazionale, regionale e locale – dei dispositivi utilizzati, indicando il numero e la tipologia degli strumenti, le condizioni per il loro utilizzo legittimo e la necessaria verifica dei requisiti tecnici ai fini dell’approvazione o dell’omologazione.