Legge di bilancio 2019: le novità della manovra

Il lungo e tortuoso iter di approvazione della manovra di bilancio si è concluso il 30.12.2018 alla Camera con 313 voti favorevoli e 70 contrari.

Dai tagli ai finanziamenti alla riduzione delle risorse destinate a quota 100 e reddito di cittadinanza, nel testo trovano spazio anche il saldo e stralcio delle cartelle per chi è in difficoltà, il blocco delle assunzioni nella P.A. ed il taglio delle pensioni d’oro.

Analizzando nel dettaglio alcune delle misure varate:

– la quota 100 ed il reddito di cittadinanza saranno disciplinate con dei decreti ad hoc. Per la prima si prevedono 2,7 miliardi in meno: si passerà dai 6,7 inizialmente previsti a 4 miliardi, mentre nel 2020 la copertura sarà di 8 miliardi, passando a 7 nel 2021. Per la seconda, invece, 1,9 miliardi in meno: la dotazione del fondo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali passa a a 7,1 miliardi (anziché i 9 inizialmente previsti), con un miliardo riservato ai centri per l’impiego. Nel 2020 e nel 2021 la quota stanziata scenderà ancora, di 945 milioni nel 2020 e di 683 milioni nel 2021;

– i contribuenti in grave e comprovata difficoltà economica potranno beneficiare di una definizione agevolata dei debiti, grazie al saldo e stralcio delle cartelle affidati all’agente della riscossione dal I gennaio 2000 e fino al 31 dicembre 2017. La definizione dei debiti per omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini IRPEF e IVA avverrà mediante pagamento del capitale, degli interessi e delle somme spettanti all’agente della riscossione Le somme saranno versate in misura differenziata e graduale secondo la condizione economica del debitore rilevata via ISEE: si pagherà il 16% per i redditi fino a 8.500 euro, il 20% fino a 12.500 euro e il 35% fino a 20.000 euro. Il pagamento potrà avvenire in unica soluzione o in più rate;

– confermata la doppia soglia per gli affidamenti degli appalti senza gara: per l’anno 2019, “nelle more di una complessiva revisione del codice degli appalti”, la P.A. potrà affidare lavori senza gara d’appalto nelle opere di importo compreso tra 40.000,00 e 150.000,00 euro. Tra i 150.000,00 e i 350.000,00 euro, sarà invece possibile procedere “previa consultazione di tre o più operatori economici”;

-l’imposta sui servizi digitali, che si applica ai soggetti che prestano detti servizi e che hanno un ammontare complessivo di ricavi pari o superiore a 750 milioni di euro, di cui almeno 5,5 milioni realizzati nel territorio italiano per prestazione di servizi digitali.L’imposta si applica con un’aliquota del 3% sui ricavi e viene versata entro il mese successivo a ciascun trimestre. E’ contestualmente abrogata l’imposta sulle transazioni digitali istituita dalla legge di bilancio 2018, che avrebbe dovuto applicarsi a decorrere dal 1° gennaio 2019;

– scatterà il prelievo di solidarietà sulle c.d. pensioni d’oro: la misura sarà valida per cinque anni a partire dal 2019 e sarà scadenzata su cinque fasce. Il “taglio” riguarderà gli assegni (ribatezzati “di platino”) superiori a 100mila euro lordi l’anno: sarà pari al 15% per la parte eccedente fino a 130mila euro, al 25% per la parte eccedente dai 130mila ai 200mila, al 30% per dai 200mila fino ai 350mila, al 35% fra i 350mila fino a 500mila e al 40% oltre i 500mila.

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