Bed and breakfast, puoi aprirlo anche senza partita IVA

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Ad oggi, una delle attività maggiormente diffuse è la gestione di un B&B: moltissimi sono coloro che, essendo in possesso di immobili inutilizzati oppure desiderosi di avviare una nuova attività in proprio, hanno deciso di intraprendere questa strada. Tuttavia, gli adempimenti normativi, fiscali e burocratici da seguire e rispettare sono piuttosto numerosi e, da quest’anno, si è aggiunto un ulteriore obbligo, ovvero il CIN (Codice Identificativo Nazionale), senza il quale si rischia di incorrere in pesanti sanzioni.

Partiamo subito chiarendo che un B&B può essere gestito in due modalità: in forma non imprenditoriale, quando svolto saltuariamente e con carattere familiare, oppure come attività commerciale vera e propria (quindi in forma imprenditoriale), quando è organizzata e svolta in modo continuativo. La scelta tra queste due opzioni è particolarmente importante, in quanto dalla stessa dipendono una serie di obblighi, tra i quali l’apertura di una partita IVA e l’individuazione del tipo di regime fiscale da adottare.

Per essere considerato “non imprenditoriale”, il B&B deve avere alcune condizioni specifiche:

  • essere gestito dal titolare, eventualmente coadiuvato da familiari;
  • ospitare un massimo di 3/6 camere e 20 posti letto;
  • restare chiuso almeno 90 giorni all’anno;
  • essere situato nello stesso immobile in cui il gestore ha la propria residenza.
In presenza di queste condizioni, non è necessario aprire la partita IVA. I guadagni possono essere dichiarati come “redditi diversi”, come previsto dall’art. 67 del T.U.I.R., al comma 1, lettera i), deducendo le spese documentate.

Quando scatta l’obbligo della partita IVA
In assenza di uno o più dei requisiti sopra indicati, l’attività assume carattere imprenditoriale. Questo comporta l’apertura della partita IVA e la scelta del corretto codice ATECO, che per i B&B è il 55.20.41. In fase di apertura, bisognerà altresì indicare la sede dove verranno conservate le scritture contabili e scegliere un regime fiscale coerente con il volume d’affari previsto.
Un B&B, inoltre, è considerato a tutti gli effetti un’attività d’impresa se viene pubblicizzato online tramite un sito, se è previsto un sistema di prenotazioni automatizzate o se vengono forniti servizi aggiuntivi agli ospiti.

B&B e case vacanze: differenze da non sottovalutare
Infine, bisogna tenere conto delle differenze che intercorrono tra il B&B e le altre strutture ricettive. A differenza degli affittacamere o delle case vacanze, il bed and breakfast deve mantenere una gestione familiare, con offerta limitata al pernottamento e alla colazione. Non sono ammessi servizi turistici extra, come visite guidate o pacchetti esperienziali, che invece caratterizzano le case vacanza e richiedono un approccio imprenditoriale a tutti gli effetti.