Infermiere condannato per la morte di un paziente dopo avergli assegnato codice verde

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L’infermiere responsabile dell’accoglienza dei pazienti in pronto soccorso non è tenuto a effettuare una diagnosi, ma il suo ruolo non si limita alla semplice misurazione dei parametri vitali: per l’assegnazione del codice di emergenza è infatti, tenuto a prestare attenzione ai sintomi evidenti, i quali possono manifestarsi anche in un secondo momento. Il codice verde non lo esenta da responsabilità.

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, ha confermato la responsabilità di un infermiere che a seguito di un’erronea valutazione della crisi respiratoria di un paziente asmatico gli assegnava il codice verde. Questi però, decedeva per arresto cardiaco a causa dell’intervento medico tardivo dovuto proprio all’attribuzione di un codice errato. L’infermiere,inoltre, ometteva di svolgere gli accertamenti richiesti nei casi di soggetto asmatico.

I giudici hanno ritenuto che l’infermiere avesse violato le linee guida per il triage stabilite dalla conferenza Stato-Regioni del 25 ottobre 2021. In particolare, è emerso che non aveva monitorato l’evoluzione dei sintomi durante la permanenza del paziente nel pronto soccorso, né successivamente ai primi controlli effettuati all’arrivo in ospedale.

Nel caso di specie, l’intervento medico veniva ritardato di oltre 45 minuti a causa di un’altra visita. Il medico infatti, non veniva allertato della necessità di un intervento urgente poiché l’infermiere assegnava un codice verde basandosi solo sulla saturazione dell’ossigeno, che rientrava nei parametri al momento dell’arrivo in pronto soccorso, nonostante la respirazione affannosa e i sibili udibili.

L’infermiere avrebbe potuto riconoscere l’aggravarsi dei sintomi respiratori del paziente, antecedenti alla crisi asmatica grave, se avesse monitorato attentamente i sintomi successivamente alla prima valutazione, senza fermarsi alla sola misurazione dei parametri vitali.
Infatti, secondo il Collegio, pur non essendo tenuto a formulare una diagnosi, il compito dell’infermiere durante il triage consiste nella valutazione dell’urgenza dell’intervento medico, prendendo in considerazione non solo i parametri vitali, ma anche le dichiarazioni del paziente o dei suoi accompagnatori, e, soprattutto, osservando costantemente le condizioni del paziente ai fini di una corretta attribuzione del codice di non urgenza.