Condanna nulla se la perizia psichiatrica non è stata acquisita secondo le norme stabilite per l’istruzione dibattimentale

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Corte di Cassazione, sentenza n. 29936 del 29.07.2010

La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha precisato che la mancata acquisizione della perizia psichiatrica dell’imputato, secondo le norme stabilite per l’istruzione dibattimentale, rende nulla la sentenza di condanna. La corte d’assise di Palermo aveva disposto la perizia psichiatrica per un uomo, dichiarato poi colpevole e condannato all’ergastolo, imputato in un processo per omicidio volontario duplice. Il giudice aveva però aquisito la relazione del perito senza fissare l’udienza per l’esame orale, violando perciò disposto dell’art. 501 c.p.. Contro tale decisione, il difensore dell’imputato aveva perciò oposto ricorso in cassazione lamentando la nullità del procedimento. Il giudice di legittimità annullando la sentenza di condanna e rinviando gli atti alla stessa Corte d’assise d’appello, ha affermato che, “L’art. 467 c.p.c. atribuisce al giudice il potere di disporre
, nella fase degli atti preliminari al dibattimento, l’assunzione di prove indiferibili, tra le quali può comprendersi la perizia destinata ad accertare la capacità dell’imputato di partecipare coscientemente al processso, e aggiunge che l’assunzione avviene osservando le forme previste per il dibattimento. Ne consegue che le prove assunte dal giudice nella fase di giudizio, pur se prima dell’apertura del dibattimento, devono rispettare le regole stabilite per l’istruzione dibattimentale. Quindi la capacità dell’imputato di stare in processo deve essere accertata mediante perizia assunta osservando le forme previste per il dibattimento, anche nell’ipotesi in cui l’accertamento avvenga prima dell’apertura del dibattimento”.