La Commissione per le Infrastrutture e le Reti dell’Agcom ha dato il via libera a uno strumento inedito nel panorama delle comunicazioni commerciali italiane: i numeri brevi a tre cifre come identificativo del chiamante. Fino ad oggi, questa tipologia di numerazione era riservata quasi esclusivamente ai servizi di emergenza – il 113, il 118, il 115 – e proprio per questo gode di un riconoscimento immediato e di una percezione di affidabilità da parte degli utenti. L’idea dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è di sfruttare questa stessa logica per rendere distinguibili, a colpo d’occhio, le chiamate provenienti da operatori commerciali che lavorano legalmente e regolarmente sulla rete nazionale.
Come spiega l’Agcom sul proprio sito, grazie alla nuova numerazione “gli utenti potranno riconoscere le chiamate degli operatori di settore, imprese e call center che lavorano legalmente”, riducendo così “il rischio di confusione sull’identità del chiamante generato dalle pratiche di teleselling e telemarketing aggressivo”.
I numeri brevi saranno associati esclusivamente a soggetti autorizzati operanti sul territorio italiano: le chiamate provenienti dall’estero – spesso alla base delle truffe più difficili da perseguire, proprio perché sfuggono alla giurisdizione italiana – resteranno escluse dal sistema, abbattendo così una delle principali falle sfruttate dai truffatori.
L’Agcom ha scelto di procedere con un approccio graduale, articolato su diversi orizzonti temporali, con un primo pacchetto di misure già immediatamente operative. Il provvedimento si inserisce in un quadro normativo più ampio, a integrazione delle delibere già adottate in materia di trasparenza e amplia il novero delle numerazioni utilizzabili come identificativo del chiamante per servizi di chiamata e messaggistica.
Nel dettaglio, il nuovo sistema prevede l’uso delle seguenti categorie di numerazioni:
- servizi senza oneri per il chiamante (emergenze, pubblica utilità, servizi armonizzati europei a valenza sociale e customer care);
- servizi con addebito al chiamato;
- numerazioni destinate a servizi SMS/MMS e trasmissione dati.
La delibera sui numeri brevi rappresenta l’ultimo tassello di una strategia più ampia che l’Agcom porta avanti da tempo. L’estate scorsa era stato introdotto il primo filtro antispam per bloccare le chiamate indesiderate provenienti dall’estero tramite numerazioni fisse italiane contraffatte. Il 19 novembre 2025 è poi scattata un’ulteriore stretta sui numeri di cellulare, ampliando la protezione anche alle utenze mobili.
A completare il quadro c’è il Registro Pubblico delle Opposizioni, strumento previsto da una legge del 2018 e operativo nella sua versione aggiornata – con estensione ai cellulari – dal luglio 2022. Iscrivendosi gratuitamente sulla piattaforma telematica dedicata, ogni cittadino può rendere vani tutti i consensi alla pubblicità commerciale precedentemente rilasciati, bloccando a tempo indeterminato sia le chiamate da operatore umano che quelle automatizzate tramite robocall. Un sistema che, combinato con i nuovi numeri brevi e i filtri antispam, costruisce una rete di protezione sempre più solida attorno agli utenti, stanchi di essere bersaglio quotidiano di un telemarketing che per anni ha eroso la fiducia nei confronti dei servizi di comunicazione elettronica.
